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Economia

Bolt sbarca in Italia e sfida Uber: piccola guida alle due app che stanno cambiando il modo di chiamare un’auto

Di Redazione · 16 Giugno 2026 · 4 min di lettura

Il gigante estone è arrivato a Milano appena cinque giorni fa. L’americana è qui dal 2013, fra mille battaglie. Quando le useremo, dove e quanto pagheremo?

Diciamoci la verità: chi vive in una grande città italiana lo sa bene. Alle otto di sera, sotto la pioggia, con il treno appena arrivato e le valigie pesanti, trovare un taxi nelle metropoli italiane spesso assomiglia a una caccia al tesoro senza mappa. Da qualche anno, fortunatamente, due app stanno cercando di risolvere il problema. Una vecchia conoscenza, Uber, e una nuovissima arrivata, Bolt. Vediamole una per una.
Uber: il pioniere arrivato nel 2013, sopravvissuto a mille proteste
Uber è arrivato in Italia il 22 maggio 2013, partendo da Milano e poco dopo da Roma. Era la rivoluzione che veniva da San Francisco, dove l’azienda era nata quattro anni prima. Nel 2014 sbarcò il celeberrimo UberPop, il servizio in cui chiunque, con la propria auto e senza licenza, poteva diventare tassista. Apriti cielo. Proteste, blocchi, scioperi di tassisti in tutte le città italiane, finché nel 2015 il Tribunale di Milano dichiarò illegale UberPop in tutto il Paese. Da allora Uber ha cambiato strategia: oggi opera solo con conducenti NCC professionisti e tassisti regolarmente abilitati, attraverso UberBlack, UberVan e UberTaxi.
Storico, nel 2023, l’accordo con il consorzio IT Taxi, che ha portato 12.000 tassisti italiani sulla piattaforma. Oggi Uber è attivo in Milano, Roma, Bologna, Torino, Napoli, Firenze, Palermo, Catania, Cagliari, Olbia, oltre alle città venete di Venezia-Mestre, Vicenza, Padova, Treviso, Verona e San Donà.
Bolt: la sfidante estone arrivata appena cinque giorni fa
E adesso la notizia fresca, freschissima. Il 10 giugno 2026, Bolt ha aperto a Milano il suo primo servizio italiano di ride-hailing. Bolt è un colosso estone nato a Tallinn nel 2013 (curiosamente lo stesso anno in cui Uber sbarcava in Italia), inizialmente con il nome Taxify, poi rinominato Bolt nel 2019. Oggi è il principale concorrente europeo di Uber, presente in oltre 50 paesi e 850 città nel mondo, con 200 milioni di clienti complessivi.
Per ora Bolt opera solo a Milano, ma il piano dichiarato è di estendersi progressivamente alle altre grandi città italiane. La promessa? Tariffe più basse rispetto alla concorrenza e commissioni più leggere per i conducenti (20% contro circa il 25% di Uber). Per i più attenti, Bolt era in realtà già in Italia: dal 2018 offriva il servizio di monopattini ed e-bike in sharing in diverse città. Ma il salto al ride-hailing è cosa ben diversa, e ha già messo i tassisti milanesi sul piede di guerra.
Come funzionano (e perché ai tassisti non piacciono)
Il meccanismo è quasi identico per entrambe le app. Apri, inserisci la destinazione, vedi le auto disponibili e prenoti. Il prezzo è dichiarato in anticipo, il pagamento è automatico (niente più “scusi non ho il resto”), e puoi seguire in diretta dove arriva il tuo autista. Entrambe usano sia NCC sia tassisti regolari, con la differenza che gli NCC devono per legge essere prenotati e non possono caricare clienti per strada, mentre i tassisti sì.
Le polemiche con la categoria taxi durano da oltre dieci anni: l’accusa principale è che gli NCC, prenotati tramite app, finiscano per comportarsi come taxi senza esserlo, creando concorrenza sleale. La verità sta nel mezzo: in Italia ci sono troppe poche licenze taxi (Milano ne ha 4.850, contro le 25.000 di Londra) e la domanda supera l’offerta tutti i fine settimana. Le app, semplicemente, riempiono un vuoto che il sistema non sa colmare.
Quale conviene? Dipende, ma la concorrenza ci aiuta
Adesso che hai sull’iPhone Uber, Bolt, FreeNow, IT Taxi e magari ancora il numero del tassista di fiducia salvato dalla nonna, la vita per chi vive in città è oggettivamente più facile rispetto a dieci anni fa. La regola d’oro? Aprire entrambe le app e confrontare prezzi e tempi di attesa. Spesso la differenza è di pochi euro, ma in certe ore di punta può essere significativa. Il vero vincitore di questa competizione, alla fine, siamo noi passeggeri.
Quindi se quest’estate ti capita di essere a Milano alle due di notte e di voler tornare in hotel, non disperare. Apri Bolt o Uber, scegli il prezzo migliore, e in cinque minuti sei a destinazione. Cosa che a una certa ora, francamente, non ha prezzo.

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